Oggi è morto David Bowie,
che si aggiunge alla dipartita di Lemmy,
di Scott Weiland,e,
non per ultimo,
di mio padre.
Il bisogno di scrivere si mischia a questa totale accettazione passiva di questi momenti.
Sono i momenti in cui ti senti strano,non sai cosa provare
...o almeno,non riesci a definire quello che stai sentendo
...vorrei poter dire che mi sento arido,ma non è così.
Vorrei poter dire che sono incazzato,ma non è affatto così.
Depresso?Triste?
...ma neanche per sogno!
Deluso?
Forse...magari più deluso dal fatto che mi sono illuso,
per anni ed anni,
di poter prendere in mano la mia vita
e trasformarla come meglio credevo.
Un qualsiasi saggio che va per la maggiore sui social (chi non lo è oggi?)
continuerebbe a dichiarare stupidamente che,
se uno vuole,
la vita se la cambia eccome.
...e se uno non sa come cambiarla?
Mettiamo caso che stia provando strade diverse,
dall'approccio alla ricerca del lavoro al rapporto con le cose di tutti i giorni,
la positività,
la tendenza a voler essere felice,
la fiducia in un futuro migliore etc. etc.
...perchè le cose,comunque,non cambiano?
Mi piacerebbe prendere il filosofo di turno,
il saggio,
il tizio che ha scoperto la formula della realizzazione sputtanando una vita e dedicandosi anima e corpo ai suoi sogni (sul modello di "Into The Wild"),
appenderli al muro e dire loro :
"Com è che se io non mi sento troppo vecchio ed inutile per lavorare,
alla fine finisce che risulto troppo vecchio ed inutile per ogni cosa?"
Tutti a dirmi che dovrei continuare sulla mia strada.
La mia strada mi ha portato a sposare un angelo che ora (purtroppo) mi mantiene
perchè ho deciso di sacrificare il lavoro per valori più 'nobili'
come il rispetto di me stesso e della mia salute fisica e mentale.
Nonostante ciò mi sento una merda.
Mi sento una merda soprattutto nei confronti di Chiara,che vorrebbe una vita più tranquilla,
ed invece mi vede ciondolare come uno stronzo in casa con la faccia di uno che pensa al peggio,
e invece nella mia testa non c'è nulla...
...passa solo il vento,il silenzio...
...la mia mente sembra spenta,come se fossi in stand by,
come se l'unica cosa che mi accendesse fosse il sorriso di Chiara,
i suoi resoconti della giornata al lavoro,
il suo dolce appoggiarsi a me,come a cercare conforto.
Ed io mi sento come una torre da difesa che sente ogni tanto lo scrocchiare delle travi,
che sente la paura di crollare da un momento all'altro.
...sono quei momenti in cui echeggia nella mia testa,per motivi inspiegabili,
la cover di "The Ship Song" di Nick Cave rifatta dai Pearl Jam.
Mi chiedo cosa farebbe papà al mio posto...
...e la cosa che mi fa incazzare è che non so cosa rispondere...
...cosa avrà fatto mio padre,quando ha visto morire uno ad uno i suoi idoli ispiratori?
Cosa avrà fatto mio padre quando non sapeva cosa pensare,
quando si metteva in discussione,
quando cercava un appiglio per uscire fuori dalla merda che lo stava sommergendo?
Come ci è riuscito?
Con quale cazzo di consapevolezza si arriva a determinare che la vita adesso cambia?
Con quale maledetto straccio di prova tangibile può una persona dire
che la vita sta piegandosi al tuo volere?
La mia vita è cambiata?
Sicuramente.
Il destino,o chi per lui,
mi ha fatto incontrare Chiara,
quando oramai in me aveva fatto capolino il fantasma della solitudine interiore...
...e la mia vita è cambiata in meglio,
cento,mille volte.
Provare amore come non avevo mai sentito,
sentire che dentro me c'è lei è una delle sensazioni più belle,maestose e incredibili
che abbia mai provato nella mia monotona esistenza.
Ed è per questo che oggi mi sento perso.
Non è questione di gratitudine,
è la voglia di fare la propria parte e non riuscirci
(nonostante gli sforzi)
che mi fa sentire come una parte in avaria di un complesso meccanismo.
Per quanto sappia che avrei da dare molto e tanto
(sia lavorativamente che dal punto di vista artistico e -perchè no- culturale),
ogni giorno mi ritrovo a chiedermi se non ho basato la mia vita
solo su aspettative al di fuori della mia portata,
su illusioni fatte su un sogno banale come "una vita normale"
o "una vita normale con tanta musica,poesia e cultura"...
...non mi sento a mio agio con questa sensazione di sospensione,
questa specie di limbo
che sembra aver deciso di incatenarmi ad una non ben definita fase di attesa o stasi.
Eppure mi muovo,
mi agito,
mi dò da fare,
cerco,spacco il cazzo a tutto il mondo,
chiedo,richiedo al limite della preghiera.
E poi mi incazzo,
mi incazzo come una bestia che sbava
perchè rileggo quello che scrivo
e mi sento il classico italiano medio che parla a vanvera,
fa la vittima a suon di "nessuno mi aiuta,lo stato non aiuta,
sono tutti corrotti ignoranti merde!"
...e mi incazzo di più perchè arrivo quasi ad elemosinare il lavoro,
a prostrarmi come un suddito nei confronti di chi ha in mano la mia vita
che un giorno è sotto la forma di un contratto a chiamata per fare il lavapiatti,
il giorno dopo è un'inculata pazzesca da vendita piramidale con contratto a provvigione
che ti viene rifilato sotto banco mascherato da offerta come magazziniere.
In entrambi i casi,va comunque male,
perchè sono troppo vecchio per lavare i piatti,
e troppo intelligente per farmi inculare
da una misteriosa società che cambia numero telefonico ogni mese
e dopo un briefing su di un autobus per le vie di Genova
ti lascia a fare in culo in una strada che non conosci
perchè non te la senti di andare a rifilare di pacchi
agli anziani o ai meno abbienti abbagliati dalle vendite door to door.
Concorsi,iscrizioni,disoccupazione che non ho perchè ho deciso di respirare.
E poi penso a papà.
E dopo arriva una stretta al cuore,
mi brillano gli occhi.
Tra un'ora Chiara arriverà a casa,
le preparerò un caffè,le chiederò com è andata la giornata,
le starò vicino,
ed il mio cuore e la mia anima,
in quel momento,
saranno svegli,vigili,attivi ed elettrici.
Domani staremo a vedere.
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lunedì 11 gennaio 2016
giovedì 10 dicembre 2015
La mia prima notte nella stanza N°8
La prima volta a fare la notte in ospedale.
Papà è stato ricoverato in Hospice,a Chiavari.
Stanza N°8.
Non avrei mai pensato di trovarmi qui.
Forse è l'occasione peggiore per ricominciare a scrivere,ma in qualche modo uno deve anche sfogarsi,deve avere un modo per esorcizzare i suoi demoni.
Nel giro di un mese papà non è più quell'uomo che,nonostante un tumore al polmone,riusciva a trovare la forza di lottare.Non ha smesso la battaglia,no...ma quando il tumore arriva laddove risiede la mente ed il pensiero,allora la battaglia è una specie di missione kamikaze.
La lotta è diventata una sorta di gioco al massacro.
Mentre dorme lo sento alternare borbottii e respiri a tratti affannosi.
Lo confesso,mi giro spesso a guardarlo per capire se mi lascerà ora o se continuerà questa sorta di imboscata chissà per quanto.
E' dimagrito all'osso,sembra un deportato nei campi di lavoro ai tempi del reich.
Prima di quest'oggi le mie notti erano insonni...quell'ombra che ogni tanto mi appariva nei sogni come a sfidarla è ricomparsa improvvisamente qualche giorno fa,in un delirio di sogno che pareva un incubo tanto non riuscivo a trovare un metodo per tenere a bada un cocker che si infilava nel mio appartamento,mentre Bliss mi si strusciava dietro le gambe ed una specie di spinone nero dagli occhi lucidi tentava di carpire la mia attenzione mettendomi le sue zampe addosso come a volermi fare le feste.
Mi sono svegliato come a chiedere a Chiara se anche lei avesse sentito quel ringhio che proveniva da dietro di me,un ringhio che aveva pochissimo di umano e molto di drago demoniaco della peggior fattura.
Chiara dorme,poi si gira su un fianco.
Tento di riaddormentarmi,e la stringo a me come a cercare un appiglio...e mi trovo a guardarle la nuca,ad annusarle i capelli come a volermi inebriare del suo profumo.
In quel momento la mente mi si riempie di pensieri che mi fanno quasi capitolare in un pianto silenzioso...mi viene da pensare come può essere che senta l'attenzione di questa tragedia che sta investendo la mia vita in mezzo a tutte queste tragedie che si stanno susseguendo lungo tutto il pianeta...mi chiedo come è possibile che tutto questo stia avvenendo ora,in questi giorni,mentre il mondo sconvolto dall'idiozia del terrore che noi stesi abbiamo contribuito a creare si avvicina a celebrare la presunta nascita di cristo,mentre il Papa apre la porta santa e ci ritroviamo a festeggiare il fottuto natale dei consumatori che si concluderà con un capodanno da spesa all'ultimo minuto nell'ipermercato,passando così una buona mezza giornata ad insultare e torturare addetti e cassiere...non ne avessero già abbastanza delle torture a cui sono sottoposti da parte di managers,sindacati e finti proclami di unità.
Mi chiedo se,il fatto che mi sia licenziato per riconquistare la mia dignità di uomo,non mi abbia portato altro che alla disperata constatazione che,seppur massacrato giornalmente da un tizio che crede di essere Che Guevara ma in realtà è un nazista di quelli modello Goebbels,possa aver deciso in fretta e male.
Mi chiedo come e quando succederà che gli uomini come mio padre potranno avere il diritto di riprendersi la loro rivincita in vita,e non morendo in un letto di ospedale,e,grazie a questo,doversi pure sorbire l'ipocrisia di parenti serpenti,di gente che li ha sempre visti come feccia ed ora li piange,di figli che credono sia loro tutto dovuto ed in realtà sono solo degli stronzi egoisti merdosi,di mogli ammattite la cui unica preoccupazione è quella di guardare la tv e non perdersi l'ultima asta televisiva,facendo i conti in tasca per vedere se riusciranno a campare con la pensione del defunto o se riusciranno a cavarsela.
Nessuno che pensa all'adesso.
Tutti che non sono in grado di fare un passo dopo l'altro e mettono in avanti tutto,così,anche se sbagliano,si sono fatti un bel paracadute.
Infami,stronzi,bastardi maledetti.
E poi ci sono io,che vivo l'adesso,che ho Chiara al mio fianco,l'unica che mi stia dimostrando il vero valore della vita,e che sta dimostrando un rispetto nei confronti di un uomo come papà che non ho mai conosciuto prima.
E ci sono gli amici,quelli che ti stanno vicino e che ti chiamano e si fanno in 4 per farti sentire compreso,e anche quelli che non hanno neanche due minuti per prendere il telefono (ipocriti) per chiederti come va.
Ecco come sto vivendo la mia prima notte.
Eppure sono lucido,fermo,credo di aver versato già molte lacrime e di essermi già rotto per bene la testa.Ho fatto i miei discorsi con papà quando era ancora in grado di rimanere lucido quel tanto che bastava per rispondermi.Non ho rimpianti,soltanto molta sete,perchè in questa stanza fa caldo,e devo trovare un distributore di acqua o bibite per rinfrescarmi un po'.
Avrei bisogno di una conclusione geniale ora.
O,almeno,di un'uscita ad effetto per far capire che,anche se mio padre sta morendo,la so prendere con il giusto stile.
E invece no.
Credo che chiuderò e basta,uscirò a cercare la fottuta acqua,e tornerò a dormire di fianco a mio padre,nella stanza N°8.
Papà è stato ricoverato in Hospice,a Chiavari.
Stanza N°8.
Non avrei mai pensato di trovarmi qui.
Forse è l'occasione peggiore per ricominciare a scrivere,ma in qualche modo uno deve anche sfogarsi,deve avere un modo per esorcizzare i suoi demoni.
Nel giro di un mese papà non è più quell'uomo che,nonostante un tumore al polmone,riusciva a trovare la forza di lottare.Non ha smesso la battaglia,no...ma quando il tumore arriva laddove risiede la mente ed il pensiero,allora la battaglia è una specie di missione kamikaze.
La lotta è diventata una sorta di gioco al massacro.
Mentre dorme lo sento alternare borbottii e respiri a tratti affannosi.
Lo confesso,mi giro spesso a guardarlo per capire se mi lascerà ora o se continuerà questa sorta di imboscata chissà per quanto.
E' dimagrito all'osso,sembra un deportato nei campi di lavoro ai tempi del reich.
Prima di quest'oggi le mie notti erano insonni...quell'ombra che ogni tanto mi appariva nei sogni come a sfidarla è ricomparsa improvvisamente qualche giorno fa,in un delirio di sogno che pareva un incubo tanto non riuscivo a trovare un metodo per tenere a bada un cocker che si infilava nel mio appartamento,mentre Bliss mi si strusciava dietro le gambe ed una specie di spinone nero dagli occhi lucidi tentava di carpire la mia attenzione mettendomi le sue zampe addosso come a volermi fare le feste.
Mi sono svegliato come a chiedere a Chiara se anche lei avesse sentito quel ringhio che proveniva da dietro di me,un ringhio che aveva pochissimo di umano e molto di drago demoniaco della peggior fattura.
Chiara dorme,poi si gira su un fianco.
Tento di riaddormentarmi,e la stringo a me come a cercare un appiglio...e mi trovo a guardarle la nuca,ad annusarle i capelli come a volermi inebriare del suo profumo.
In quel momento la mente mi si riempie di pensieri che mi fanno quasi capitolare in un pianto silenzioso...mi viene da pensare come può essere che senta l'attenzione di questa tragedia che sta investendo la mia vita in mezzo a tutte queste tragedie che si stanno susseguendo lungo tutto il pianeta...mi chiedo come è possibile che tutto questo stia avvenendo ora,in questi giorni,mentre il mondo sconvolto dall'idiozia del terrore che noi stesi abbiamo contribuito a creare si avvicina a celebrare la presunta nascita di cristo,mentre il Papa apre la porta santa e ci ritroviamo a festeggiare il fottuto natale dei consumatori che si concluderà con un capodanno da spesa all'ultimo minuto nell'ipermercato,passando così una buona mezza giornata ad insultare e torturare addetti e cassiere...non ne avessero già abbastanza delle torture a cui sono sottoposti da parte di managers,sindacati e finti proclami di unità.
Mi chiedo se,il fatto che mi sia licenziato per riconquistare la mia dignità di uomo,non mi abbia portato altro che alla disperata constatazione che,seppur massacrato giornalmente da un tizio che crede di essere Che Guevara ma in realtà è un nazista di quelli modello Goebbels,possa aver deciso in fretta e male.
Mi chiedo come e quando succederà che gli uomini come mio padre potranno avere il diritto di riprendersi la loro rivincita in vita,e non morendo in un letto di ospedale,e,grazie a questo,doversi pure sorbire l'ipocrisia di parenti serpenti,di gente che li ha sempre visti come feccia ed ora li piange,di figli che credono sia loro tutto dovuto ed in realtà sono solo degli stronzi egoisti merdosi,di mogli ammattite la cui unica preoccupazione è quella di guardare la tv e non perdersi l'ultima asta televisiva,facendo i conti in tasca per vedere se riusciranno a campare con la pensione del defunto o se riusciranno a cavarsela.
Nessuno che pensa all'adesso.
Tutti che non sono in grado di fare un passo dopo l'altro e mettono in avanti tutto,così,anche se sbagliano,si sono fatti un bel paracadute.
Infami,stronzi,bastardi maledetti.
E poi ci sono io,che vivo l'adesso,che ho Chiara al mio fianco,l'unica che mi stia dimostrando il vero valore della vita,e che sta dimostrando un rispetto nei confronti di un uomo come papà che non ho mai conosciuto prima.
E ci sono gli amici,quelli che ti stanno vicino e che ti chiamano e si fanno in 4 per farti sentire compreso,e anche quelli che non hanno neanche due minuti per prendere il telefono (ipocriti) per chiederti come va.
Ecco come sto vivendo la mia prima notte.
Eppure sono lucido,fermo,credo di aver versato già molte lacrime e di essermi già rotto per bene la testa.Ho fatto i miei discorsi con papà quando era ancora in grado di rimanere lucido quel tanto che bastava per rispondermi.Non ho rimpianti,soltanto molta sete,perchè in questa stanza fa caldo,e devo trovare un distributore di acqua o bibite per rinfrescarmi un po'.
Avrei bisogno di una conclusione geniale ora.
O,almeno,di un'uscita ad effetto per far capire che,anche se mio padre sta morendo,la so prendere con il giusto stile.
E invece no.
Credo che chiuderò e basta,uscirò a cercare la fottuta acqua,e tornerò a dormire di fianco a mio padre,nella stanza N°8.
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